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Leonardo da Vinci - Biografia.

  1452

Leonardo nasce forse il 15 aprile a Firenze o ad Anchiano, una frazione di Vinci, un piccolo borgo in Val d'Arno inferiore. La madre Caterina è una popolana, il padre, ser Pietro, è notaio, sposato con Albiera Amadori.

 

1457

Leonardo ha cinque anni e il suo nome compare nella "portata" a catasto di Antonio Vinci, padre del notaio Pietro, ed è segnato come "figlio non legiptimo". E' comunque certo che il padre ebbe sempre cura di lui, adottandolo, e che Albiera Amadori moglie del notaio Pietro lo allevò come figlio, anche se la lontananza dalla madre naturale può aver influito sul carattere di Leonardo, sulla sua scelta di vita, sulla sua solitudine.

 

1469

Il notaio ser Pietro, morto il padre Antonio e la prima moglie, si stabilisce a Firenze e, notata la particolare predisposizione del figlio per la pittura, pone Leonardo, giovanetto di 17 anni, nella bottega del Verrocchio ove incontra altri apprendisti destinati alla celebrità: Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Lorenzo di Credi. Leonardo collabora ad opere del maestro, nel Battesimo di Cristo si nota già uno stile personale nell'angelo di sinistra e nel paesaggio retrostante, dolce e sfumato.

 

1473

Leonardo da un anno è iscritto come pittore indipendente nel Libro rosso dei debitori e creditori della corporazione di S. Luca; i suoi progressi sono stati sorprendenti. Abbiamo la prima opera datata con la scrittura a rovescio: "dì di Santa Maria della neve addì 5 d'agosto 1473". Si tratta di uno schizzo a penna su carta di una paesaggio toscano, con una torre sulla sinistra ed un'ampia valle percorsa da un fiume. Leonardo, innovando rispetto alla tradizione prospettica fiorentina che usava la linea per delimitare lo spazio in senso geometrico, usa brevi tratti per suggerire ed evocare le rocce, l'acqua, gli alberi, la vastità dello spazio. L'immagine si fa confusa perché immersa nell' "atmosfera", ignorata fino ad ora ed invece estremamente importante per Leonardo.

 

1476

Leonardo viene accusato dagli ufficiali di notte e deve difendersi dall'accusa di sodomia nei confronti del giovane Jacopo Saltarelli, forse usato come modello. Viene prosciolto dall'accusa e ottiene, grazie all'interessamento del padre, una provvigione da Lorenzo dei Medici, signore di Firenze, per dei lavori in quello che Leonardo chiama "l'orto dei Medici". Entra in contatto con la corte di Lorenzo e con le famiglie altolocate di Firenze.

 

1478 - 1479

Leonardo dipinge il bellissimo ritratto di Ginevra Benci, in cui già chiaramente si delinea il rapporto uomo - natura che caratterizzerà tutta la sua opera, il bisogno di compenetrare la figura nell'atmosfera. L'ambientazione naturale è una novità assoluta rispetto alla ritrattistica del tempo, così come i passaggi luminosi, dal pallore del viso, che risalta a contrasto sul colore scuro del cespuglio di ginepro, alla luminosità del paesaggio sullo sfondo.

 

1481

Leonardo ormai non compare più a carico del padre Pietro, ma questi continua a proteggerlo e a indirizzarlo. E' evidente l'intervento del padre notaio nella stesura del contratto con i frati di S. Donato a Scopeto per una pala d'altare " L'adorazione dei magi " che non venne mai completata, ma che vide Leonardo impegnato in moltissimi disegni per un'impostazione nuova e originale. La Madonna con il Bambino sono isolati in una nicchia d'ombra intorno alla quale ruotano le figure che con grande varietà di gesti e di espressioni rendono la drammaticità del momento: " l'epifania", la manifestazione, l'attimo in cui il mistero divino si rivela all'uomo. Forse il giovane pensoso sulla destra è un autoritratto di Leonardo.

 

1482

Leonardo viene inviato da Lorenzo il Magnifico a Milano presso Ludovico il Moro in qualità di musico; doveva infatti presentare una lira che aveva ideato egli stesso, in argento e a forma di teschio di cavallo, dal suono molto particolare. Forse Leonardo è già a Milano quando predispone una lettera per Ludovico il Moro, uno dei pochi fogli scritti da sinistra a destra conservato nel Codice Atlantico. Vi elenca le sue capacità di architetto, ingegnere, esperto di tecniche militari e soltanto alla fine si dichiara pittore e scultore capace di realizzare il monumento equestre in bronzo che onorerà la memoria di Francesco, padre di Ludovico, e darà lustro alla casa degli Sforza. Nella conclusione Leonardo si dichiara pronto a dare prova delle sue capacità.

 

1482

Inizia il periodo milanese, ricco di molteplici attività. Leonardo predispone progetti edilizi per il risanamento di Milano, valutando l'esigenza di una nuova strutturazione della città per ovviare al dilagare della peste, favorito dal sovraffollamento e dalla carenza di norme igieniche. Predispone disegni di armi ispirate al De re militari di Valturio e studia adattamenti dei castelli ducali e delle fortificazioni. Continua le sue osservazioni scientifiche sul volo degli uccelli e disegna modelli originali di velivoli. Prepara progetti di sottomarini.

 

1487

Leonardo riceve l'incarico ufficiale, come architetto, per i lavori del tiburio nel duomo di Milano e si pone il problema del rafforzamento dei pilastri per reggere le spinte notevoli e la scelta di archi ogivali " fortissimi e legieri" a sezione variabile e di archi rovesciati per sostegno delle spinte laterali. Leonardo prepara disegni e progetti e li correda con annotazioni; poi ritira il progetto per rivederlo e modificarlo, ma la sua soluzione viene definitivamente scartata nel 1490 e il lavoro è affidato ad altri.

 

1493

Leonardo, dopo aver studiato con attenzione l'anatomia del cavallo e valutato le varie possibilità di realizzazione del  monumento equestre a Francesco Sforza che avrebbe dovuto raggiungere i sette metri di altezza, espone il grande modello in creta ma non riesce a compiere la fusione.

Nel frattempo grande attività è dedicata a predisporre apparati meccanici, scenografie e costumi per le rappresentazioni di corte o per le grandi celebrazioni come il matrimonio di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d'Aragona , poi quello di Ludovico il Moro con Beatrice d'Este e di Bianca Maria con l'imperatore Massimiliano.

 

Durante il periodo milanese Leonardo dà la sua opera per la bonifica della Lomellina, per la sistemazione di fiumi e canali, per piccoli lavori di meccanica e ingegneria nelle dimore ducali, per le decorazioni dei "camerini" del castello sforzesco.

 

1495-1497

Leonardo completa nel refettorio del convento annesso alla chiesa di Santa Maria delle Grazie l'Ultima Cena, preparata con una serie accurata di notazioni e di disegni, vibrante nella drammaticità dei gesti e delle espressioni, unica per l'utilizzazione dello sfumato e del colore. In questo periodo cessano le preoccupazioni finanziarie di Leonardo che riceve una pensione di 2000 ducati oltre doni e riconoscimenti vari. Il 26 aprile 1499 Ludovico il Moro, per compensarlo dei lavori effettuati nel castello e forse per l'Ultima Cena gli fece dono di una vigna fuori porta Vercellina

 

1499

Nel 1499 la situazione precipita per il Moro; la venuta in Italia di Luigi XII re di Francia, chiamato dai Veneziani, lo costringe alla fuga. Leonardo rimane a Milano, assiste al trionfo di Luigi XII, incontra il Valentino ed ha i primi contatti con l'ambiente francese.

 

1500

Mentre una rivolta contro i francesi prepara a Milano l'effimero ritorno di Ludovico il Moro, Leonardo si allontana dalla città e si reca a Mantova dove era stato più volte invitato da Isabella d'Este, la colta sposa del marchese Francesco Gonzaga, che desiderava arricchire il palazzo ducale di un'opera di Leonardo. Di questa breve permanenza resta il ritratto a carboncino e pastello di Isabella, forse lavoro preparatorio per un dipinto che però non fu mai eseguito e la marchesa di Mantova scriveva a Leonardo rimproverandolo:" Quando fusti in questa terra et che ne ritraesti de carbono, ne promettesti farni ogni mò una volta di colore"

 

1501 - 1506

Leonardo ritorna a Firenze e dipinge il famosissimo ritratto detto la Gioconda o Monna Lisa. Interpretato in modi diversissimi: ritratto di donna incinta, simbolo del sesso, efebo o autoritratto, riproposto in mille modi riverenti o dissacranti, è l'espressione più alta dello stile e della personalità di Leonardo. Lo sfumato permette la completa fusione fra la persona umana e la natura, il sorriso esprime la serena tranquillità di chi domina la natura con la ragione.

Forse dello stesso periodo è il bellissimo quadro di S. Anna con la Madonna e il Bambino oggi al Louvre (il cartone con lo stesso soggetto, forse antecedente si trova alla National Gallery di Londra). Lo sfumato è delicatissimo, ma quello che più colpisce è l'interdipendenza fra i tre personaggi, il rapporto d'amore che lega l'uno all'altro. Si è ipotizzato che Leonardo abbia voluto indicare nell'amore che trapassa dalle due donne al bambino il suo rapporto con la madre naturale e con la madre adottiva. Tutto è dolcezza e serenità; umanità, divinità e natura si fondono insieme.

 

1503

La Signoria di Firenze dà incarico a Leonardo di dipingere la Battaglia di Anghiari su una delle grandi pareti della Sala del Gran Consiglio di Palazzo Vecchio, mentre Michelangelo ha l'incarico di affrescare l'altra parete con la Battaglia di Cascina: quasi un confronto fra i due più grandi artisti fiorentini. Leonardo realizza un disegno magnifico e inizia l'affresco sperimentando una tecnica a imitazione della pittura classica romana, fissando a fuoco il dipinto. La nuova tecnica avrebbe dovuto mantenere vividi i colori nel tempo. Purtroppo, data la grande superficie della parete, la parte in basso si seccò, ma il calore del fuoco non bastò per la parte alta che cominciò a colare.

 

1505 - 1506

Nel 1505-1506 Leonardo abbandonò i lavori della sala del Gran Consiglio di Palazzo Vecchio e quanto resta dell'affresco scompare cinquanta anni dopo, quando il Vasari decora la grande sala. I disegni preparatori rimasti ci fanno capire l'atmosfera polverosa della battaglia che Leonardo aveva immaginato, il vortice dei cavalli e dei combattenti, il moto rapido e impetuoso della lotta. Nello stesso periodo studia chiuse e canali navigabili e progetta il canale di deviazione dell'Arno che avrebbe dovuto regolare la portata d'acqua e congiungere Firenze al mare.

 

1506

Leonardo, con permesso della Signoria di Firenze, si reca a Milano, richiesto dal governatore del ducato di Milano, il Maresciallo d'Amboise. Le pressioni del re di Francia per trattenere Leonardo si fanno sempre più forti nonostante il malcontento del governo fiorentino. Leonardo compie rilievi e studi geologici e geografici nelle valli lombarde, predispone piani di canalizzazione dell'Adda per rendere navigabile il tratto tra Lecco e Milano, ipotizza "chiuse" precorrendo i tempi. Il foglio 1097 recto del Codice Atlantico, datato 3 maggio 1509, presenta in modo schematico il Naviglio a San Cristoforo di Milano e studia la portata d'acqua per l'irrigazione e un sistema di bocchette ad apertura separata che permetteva di variare la portata a seconda delle necessità.

 

1513

Leonardo è a Roma sotto la protezione di Giuliano dei Medici, dove si dedica a studi scientifici e collabora alla bonifica delle Paludi Pontine, ma non riesce ad ottenere incarichi importanti che invece sono affidati a Michelangelo e Raffaello. E' di questo periodo un disegno allegorico da alcuni interpretato come rappresentazione della politica francese verso l'ex Ducato di Milano: una nave, la cui vela è retta da una pianta completa di rami e foglie, guidata da un cane va su un fiume impetuoso. Un'aquila sovrasta il globo terrestre e un raggio che parte dalla bussola e giunge all'aquila indica la rotta.

 

1516

Leonardo accetta definitivamente l'invito del re di Francia, Francesco I, e lascia l'Italia. Viene messo a sua disposizione il castello di Cloux presso Amboise; lì può dedicarsi liberamente ai suoi studi ed ai suoi progetti, senza dover rispettare termini contrattuali o adempiere ad obblighi precisi. Dall'Italia Leonardo portò con sé tre opere ora al Louvre: la Gioconda, S.Anna con la Madonna e il Bambino e il San Giovanni. Gli ultimi disegni della Fine del mondo o Apocalisse confermano la convinzione di un'armonia universale che si manifesta anche nel momento del massimo ma apparente caos della fine del mondo.

 

1519

Il 23 aprile Leonardo detta il suo testamento lasciando al fedelissimo Francesco Melzi tutti i suoi manoscritti e al Salaì la vigna o giardino di Milano e la proprietà paterna e il denaro ai fratellastri. Il 5 maggio muore ( secondo una versione popolare fra le braccia del re di Francia)  e viene sepolto, per suo desiderio, nella chiesa di Saint Florentin. Nelle devastazioni conseguenti alle lotte di religione  i suoi resti vanno dispersi.

 

 

 

 

 

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